E vero, questo blog non lo legge nessuno, a dimostrazione che esiste ancora del buonsenso, però se non ci scrivo almeno due righe una tantum cosa o tengo a fare?
Quindi, ho deciso di fare un breve riepilogo degli ultimi giorni. L’Italia è allagata dalle piogge, la finanza alluvionata dallo spread e da altre strane sigle a me ignote, la politica naufraga. Se fossimo coerenti ci chiameremmo Atlantide. Chissà, forse è per questo che il governo continua ad andare sotto, forse vuole diventare il primo governo subacqueo della storia. Deve essere così e, a guardar bene, ci sono personaggi più simili a palombari che a politici. Si, non c’è altra spiegazione; o quello, oppure ci siamo tutti imbarcati sul Titanic senza accorgercene. Anche questa teoria non sembra campata in aria. Del resto Berlusconi ha già dimostrato di essere uno di quei capitani ben decisi ad affondare con la nave, piuttosto che schiodare dalla propria cabina. Ieri ha annunciato le future dimissioni, speriamo non sia l’ennesima promessa da marinaio.
All’estero siamo credibili come un uovo di topo: basti pensare a Tremonti, ministro dell’economia di un paese in crisi, costretto ad abbandonare l’Ecofin per votare alla camera. Un po’ come se un avvocato abbandonasse un processo al suo destino per dare una pacca sulla spalla a un parente dell’imputato. Se noi abbiamo le barzellette sui carabinieri, negli altri paesi ci sono le storielle su di noi. La differenza è una sola: quelle sull’Italia sono tutte vere, non barzellette.