Di nuovo a casa

Di nuovo a casa

Alle cinque e mezza eravamo alle porte di Roma.
– “Sentite i clacson.”
– “Un suono sconosciuto oltre le alpi. Bentornati a casa”.
Ci fermammo davanti al Colosseo per l’ultima fotografia. Noi quattro, Rorbu, il foglio di carta celebrativo dei dodicimila chilometri e l’anfiteatro Flavio sullo sfondo.
Barba incolta, capello ribelle: eravamo sfatti, trasandati, stanchi e sorridenti. Eravamo a casa.

Da Monaco all’Italia

Da Monaco all’Italia

L’Olympiastadium si poteva visitare pagando il biglietto e girando sugli spalti. Oppure si poteva fare come noi: entrare di straforo sul terreno di gioco passando dal garage. Dal campo poi si passava alle panchine e dalle panchine alle tribune. Bastava solo una gran faccia tosta.

Monaco di Baviera

Monaco di Baviera

Dopo una breve chiacchierata con alcuni irlandesi, ci avviammo verso il campeggio. L’elevato tasso alcolico ci suggerì di renderci molesti. Appallottolato il mio K-Way, iniziammo a giocare a rugby per le vie del centro.

Da Stoccolma a Malmoe

Da Stoccolma a Malmoe

– “C’è un problema: abbiamo finito i piatti.”
– “Quindi ci tocca mangiare come animali”.
Liuti infilò gli spaghetti nella tazza di porcellana da caffèllatte, sembrava uno di quei pasti pronti da cartone animato giapponese; Chiara, Trancio e Vincent si divisero le diverse ciotole.
Le differenti misure li facevano apparire come i tre orsi di Riccioli d’Oro: Vincent il più grande, con la sua ciotolona; Trancio l’orso intermedio e Chiara con la scodella più piccola.
Io mangiavo dalla padella del sugo e Arnù dalla pentola.
Un’immagine pietosa, fotografia del nostro crescente degrado.

Stoccolma

Stoccolma

L’ambiguità era di casa un po’ ovunque, soprattutto nei locali.
Un ragazzo in frak e scarpe da ginnastica, nascondeva i capelli rasta sotto il cappello a cilindro.
E portava a spasso un pesce rosso in una vaschetta cubica.

Davide Sartori

Sono nato a Roma nel 1984.
Aspirante giornalista, ho collaborato con un giornale locale “il Corriere Laziale”, una piccola emittente “Nessuno TV” sempre frequentando la facoltà di Scienze delle Comunicazioni all’università la Sapienza e prestandomi come volontario in diverse redazioni.
Questa è la mia prima esperienza letteraria.

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