Con un paio di giorni di ritardo, sono riuscito a vedere il celeberrimo confronto su Sky dei cinque candidati alle primarie del centro-sinistra.
Prima considerazione: non si sono azzannati, cosa per niente scontata. La nostra tradizione imporrebbe di darsi la zappa sui piedi almeno un paio di volte.
Seconda considerazione: non lo definirei entusiasmante, ma qualcosa di particolare è saltato fuori.
Bersani non sarà molto telegenico, ma ha il grande pregio di dire sempre ciò che pensa, di parlare chiaro e nel modo più semplice possibile. Niente proclami di conquista spaziale.
La Puppato, non mi ha fatto una grande impressione. Al contrario Tabacci è meno peggio di quanto ci si potesse aspettare. E non avrei mai pensato di dirlo. Ora, tra questo e il condividere le sue posizioni c’è un abisso, ma non mi ha scatenato l’impulso di tirare oggetti contro il televisore. Un grosso passo avanti.
Vendola è stato penalizzato dalla cattiveria di Sky. Si, perché non si può dare lo stesso tempo a tutti. Se le persone normali avevano un minuto e mezzo, a Vendola bisognava lasciargliene almeno sei o sette. Lui la prende alla lontana, se gli chiedi come si chiama parte dalle crociate. Bisogna lasciargli il tempo di esporre il suo infinito ragionamento e, dopo una mezza giornata, ti risponderà: “Nichi Vendola”.
Ogni sua frase contiene in media ottocento parole, di cui la maggioranza sono aggettivi e avverbi. Dare a tutti novanta miseri secondi è come paragonare una bicicletta e una moto: non potranno mai percorrere la stessa distanza nello stesso tempo.
E poi c’è bimbo Matteo. Va in giro, gli piace una cosa e la vuole anche lui. “Bello il welfare svedese, posso averlo anch’io mammina?”. “Oh, guarda come son belle le cose negli U.S.A.. Le voglio, le voglio, le voglio”.
Non viene neanche sfiorato dal pensiero: “Non siamo come l’America, né come la Svezia”.
Siamo diversi, nel bene e nel male, non possiamo avere il loro welfare in dieci minuti, come sembra credere il piccolo toscano.
Se poi parliamo dei finanziamenti ai partiti raggiungiamo il paradossale. “Basta finanziamento pubblico ai partiti, si faccia come negli U.S.A. i privati diano i soldi per la campagna elettorale.”
Come se non esistesse un problema corruzione in Italia. Forsa punta al guinnes dei primati: il più grande festival di mazzette mai visto nella storia.
Ma poi, non si è mai chiesto come mai le lobbies americane siano tanto influenti da legare le mani del presidente sugli argomenti più spinosi? Non sarà forse per i finanziamenti a entrambi i partiti, usati come “assicurazione”?
Se poi abbandoniamo il mondo dei sogni, Renzi si è distinto per l’ennesima boiata.
“Il mio governo avrebbe solo dieci ministri”. Quindi tirar fuori dalla crisi l’Italia è più facile che mandare avanti il supermercato sotto casa mia. Li ci sono almeno una quindicina di dipendenti. Delle due l’una: o è completamente pazzo, o ci prende per il culo.