Gavrilo Princip ha solo diciannove anni, eppure sta per stravolgere il panorama mondiale.
Tutto inizia a Sarajevo, il pomeriggio di una domenica d’estate. E’ il 28 giugno 1914 e l’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’impero austro-ungarico, è nei Balcani in visita ufficiale.
La capitale bosniaca è un gioiello, ma, come spesso le è capitato e le capiterà nel corso della Storia, vive di un’inesauribile irrequietezza.
Gavrilo Princip è un nazionalista della Mano Nera, movimento pan-slavo, sogna l’indipendenza ed è deciso a colpire gli Asburgo.
L’arciduca Francesco Ferdinando, in alta uniforme e con un vistoso cappello piumato è accompagnato da sua moglie, Sophie; hanno già schivato un primo attentato con una granata, ma proseguono la visita. Sono almeno cinque gli attentatori appostati sul percorso.
La macchina scoperta svolta in un vicolo e va incontro a Gavrilo. Due colpi di pistola, il primo colpisce Sophie, il secondo centra il cinquantunenne erede al trono asburgico. Entrambi muoiono dissanguati, poco prima delle quattro del pomeriggio.
Per le cronache dell’epoca Gavrilo viene arrestato, sfuggendo così al linciaggio della folla.
Ma se Francesco Ferdinando sembrava propenso a concedere maggiori autonomie alle popolazioni slave, una tragica ironia, il suo assassino porterà di nuovo in guerra le potenze mondiali.

CRONOLOGIA DEL GIORNO

Politica e società

  • A Sarajevo vengono assassinati dallo studente Gravilo Princip, l’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria, e la moglie Sophie Chotek von Chotkova, Duchessa di Hohenberg.
  • La stessa mattina l’ Arciduca era miracolosamente scampato ad una bomba che aveva colpito la sua macchina mentre si avvicinava al ponte Čumuria. L’attentatore serbo Nedeljko Ciabrinovic viene subito arrestato e cerca di togliersi la vita ingerendo cianuro.
  • L’Austria-Ungheria accusa la Serbia di essere responsabile dell’attacco terroristico in Bosnia-Erzegovina.
  • Grandi dimostrazioni antiserbe a Serajevo, MostarZagabriaVienna.

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